Patologie dell'anca
Cos'è l'anca?
L'anca (o articolazione coxofemorale) è una delle articolazioni più importanti del corpo umano: sostiene gran parte del peso del corpo, permette di camminare, correre, salire le scale e garantisce stabilità in ogni movimento. L'anca è fatta in modo tale da combinare grande libertà di movimento e solidità.
Anatomicamente è composta da diverse strutture che lavorano in armonia:
- Testa del femore: parte ossea di forma sferica che si inserisce perfettamente nell'acetabolo consentendo movimenti liberi in tutte le direzioni.
- Acetabolo: la cavità ossea del bacino che accoglie la testa femorale. Questo accoppiamento è reso ancora più sicuro dal cercine acetabolare, un anello fibrocartilagineo che aumenta la stabilità e distribuisce meglio i carichi.
- Cartilagine articolare: un tessuto liscio e resistente che riveste sia l'acetabolo sia la testa del femore. Riduce l'attrito e permette movimenti in maniera fluida e senza dolore.
- Capsula articolare: una struttura fibrosa che avvolge l'articolazione; al suo interno la membrana sinoviale produce il liquido che lubrifica l'articolazione. La capsula è rinforzata dai legamenti dell'anca (ileo-femorale, ischio-femorale, pubo-femorale) che stabilizzano l'articolazione e limitano movimenti eccessivi che la farebbero lussare.
- Muscoli periarticolari: glutei, flessori, adduttori e muscoli profondi stabilizzatori (come il piriforme). Sono il motore dell’anca fondamentali per potenza, controllo e postura.

Artrosi dell'anca
L’artrosi dell’anca (o coxartrosi) è una condizione degenerativa molto frequente in cui la cartilagine che riveste l’articolazione si consuma progressivamente fino ad esporre l’osso sottostante.
Si può immaginare questo fenomeno come la ruota di un automobile il cui copertone lentamente si consuma, fino a quando il cerchione arriva a toccare l’asfalto. Questo processo altera il movimento naturale dell’anca e può provocare dolore, rigidità, difficoltà nella deambulazione e una riduzione della qualità di vita.
Con l’artrosi, l’articolazione può sviluppare infiammazione, formazione di speroni ossei (osteofiti) e una perdita significativa di funzionalità.
Sintomi principali dell'artrosi dell'anca:
- dolore inguinale;
- dolore in sede glutea o lombare;
- dolore irradiato al ginocchio;
- difficoltà nel movimento come fare le scale, mettere i calzini;
- zoppia.
Esistono due tipi di artrosi: primaria e secondaria
L’artrosi primaria è la forma più comune e si sviluppa senza una causa specifica identificabile. Compare tipicamente in pazienti dopo i 60 anni.È legata a un insieme di fattori che includono predisposizione genetica, invecchiamento dei tessuti articolari e carichi ripetuti sull’articolazione nel corso degli anni.
Nell’artrosi primaria, la cartilagine si deteriora gradualmente fino a esporre l’osso sottostante. I sintomi tendono a comparire in modo progressivo: dolore all’inguine o alla natica durante la camminata, dolore al ginocchio o alla colonna lombare, rigidità e riduzione della mobilità, limitazioni nelle attività quotidiane come salire le scale o indossare le calze.
L’artrosi secondaria è causata invece da una condizione preesistente che altera la forma o la biomeccanica dell’anca, accelerandone l’usura della cartilagine. Si presenta solitamente in età più precoce rispetto all’artrosi primaria.
Le cause più frequenti includono:
- anomalie morfologiche come il conflitto femoro-acetabolare (la testa del femore e l’acatebolo si articolano in maniera errata);
- displasia dell’anca (l’acetabolo è poco profondo e non riesce a contenere bene la testa femorale);
- esiti di traumi o fratture;
- necrosi avascolare della testa femorale (è una specie di infarto della testa del femore che si ritrova senza apporto sanguigno e va quindi in necrosi, collassando);
- deformità da malattie pediatriche (ad esempio il morbo di Perthes o lo scivolamento epifisario).

Diagnosi dell'artosi dell'anca
L’esame cardine per fare diagnosi di artrosi dell’anca è la radiografia del bacino, grazie al quale l’ortopedico osserva la forma dell’articolazione, lo spazio articolare (segno indiretto del consumo della cartilagine) e la presenza di eventuali osteofiti.
In caso dei sintomi sopracitati è importante recarsi a visita con almeno una radiografia del bacino.
Sarà poi lo specialista, in caso di altri sospetti, a richiedere eventuali esami di secondo livello come Risonanza Magnetica (RMN) o Tomografia Computerizzata (TAC).
Trattamenti
Il trattamento della coxartrosi dipende dallo stadio della malattia e comprende:
- opzioni conservative: fisioterapia e terapia farmacologica;
- medicina rigenerativa: infiltrazioni di cellule staminali;
- infiltrazione di antinfiammatori o viscosupplementi: cortisone e acido ialuronico;
- interventi chirurgici: protesi totale d’anca nelle forme più avanzate o non responsive al trattamento conservativo.
